Autoritratti

Immagini

Alla fine degli anni ’80 Giacomelli inizia a immettersi nel paesaggio attraverso la presenza della sua ombra nella foto, ma solo dal 1995 il suo corpo entra nella scena da fotografare, con l’autoscatto.

La serie degli autoritratti è una sorta di cartella di “backstage” delle serie costruite da Giacomelli nel periodo della maturità. Non è una serie creata a tavolino, non è un atto autocelebrativo. Piuttosto questo gruppo di foto si autoalimenta dall’esigenza incondizionata da parte dell’artista di immettersi fisicamente nello scenario che prende vita attraverso la macchina fotografica. Lui non può restarne estraneo e nemmeno esterno, e a volte vi si getta a corpo morto, per farsi “uno tra gli altri” -dice-, e questi altri sono pupazzi e animali finti (da lui chiamati “compagni di poesia”), in una sorta di abbandono della postazione privilegiata del Fotografo che guarda e fissa la realtà in maniera distaccata e contingente. La serie degli autoritratti ci mostra Giacomelli nel suo approdare al luogo in cui naufragano i suoi ricordi: qui è totalmente preso in gioco, e si dimentica di essere un fotografo.