L’Archivio Mario Giacomelli di Sassoferrato | © Rita Giacomelli

ARCHIVIO MARIO GIACOMELLI
Erede Rita Giacomelli
Via Strada Prov.le 2 – 60046 Sassoferrato (An) – Italia

Gli Archivi Mario Giacomelli, di Sassoferrato e di Senigallia, conservano l’intera produzione fotografica di Mario Giacomelli, fotografie che l’artista ha scattato, sviluppato e stampato nel corso della sua vita, dal 1953 al 2000. Le serie sono conservate nella loro completezza e secondo l’ordinamento stabilito dall’artista stesso.
Il corpus fotografico intero è stato inventariato nel 2000/2001 dagli eredi Giacomelli.
Negli Archivi sono conservati tutti i documenti (epistolario, manoscritti dell’artista sulla fotografia, pieghevoli di convegni a cui Giacomelli ha partecipato, rassegna stampa, etc.), i libri e le riviste di fotografia e arte, libri di poesia, pieghevoli e cataloghi di mostre (materiali inventariati da Marco Andreani e Katiuscia Biondi nel 2008), oltre che le opere pittoriche dell’artista (anni ’60/70) e la sua collezione d’arte privata.
Nel 2003 vengono istituiti gli Archivi Mario Giacomelli di Sassoferrato e Senigallia.
Dal 2007 gli eredi Giacomelli diventano direttori del patrimonio fotografico.

L’Archivio Mario Giacomelli di Sassoferrato conserva (comprese le variazioni di stampa, e i relativi provini e negativi) le serie fotografiche sottoelencate. Come si può notare, un numero cospicuo di serie sono del periodo della maturità artistica, diverse delle quali del tutto inedite: è stato proprio partendo dall’analisi degli ultimi venti anni della produzione di Giacomelli, che siamo arrivati a ricostruire, in modo capillare, la coerenza e la forza espressiva dell’artista nell’intero corpus fotografico, fino a ricostruirne il metodo creativo e la sua evoluzione artistica, sperimentale fino all’ultimo.
Le serie inedite, naturalmente, non sono mai state richieste dalle istituzioni museali, quindi Giacomelli ha stampato tali foto a bassa tiratura se non a copia unica, e questo oggi contribuisce ad amplificarne il valore e la rarità.


L’Archivio Mario Giacomelli di Sassoferrato nell’ottica di conservazione e valorizzazione dell’opera di Mario Giacomelli, collabora attivamente all’organizzazione di mostre ospitate da importanti istituzioni pubbliche o private, in Italia e all’estero. Si occupa inoltre dell’autenticazione e dell’archiviazione di tutte le opere dell’artista. Le sedute di perizia si riuniscono tre volte l’anno con il compito di autenticare e archiviare le opere, nella sede di Sassoferrato (AN).


Serie fotografiche gestite dall’Archivio Mario Giacomelli di Sassoferrato:

Puglia (1958; 1982)
Motivo suggerito dal taglio dell’albero (1967/69)
Caroline Branson da Spoon River (1968/73)
Giovani (anni ’60)
Paesaggi (anni ’50/2000)
Memorie di una realtà (Paesaggi anni ’70)
Che cos’è l’uomo (anni ’70)
Le mie Marche (anni ’70/90)
La zia di Franco (Ospizio, 1981/83)
E io ti vidi fanciulla (Ospizio, 1981/83)
Favola verso possibili significati interiori (1983/84)
L’infinito (1986/88)
Felicità raggiunta si cammina (1986/88)
Passato (1986/90)
31 dicembre (1997)
Bando (1997/99)
Senigallia dall’alto (anni ’90)
Di versi ti chiesi (anni ’90)
Luna (1998)
Autoritratti all’ospedale (2000)
La domenica prima (2000)
Poesie in cerca d’autore (“serie serbatoio”, è l’insieme di tutte le foto (inedite) che Giacomelli ha prodotto nell’arco di tempo che va dagli anni ’70 al 2000, fotografie che non hanno avuto una collocazione precisa, ma che erano lasciate dall’artista in attesa di un inserimento in una serie).


Il carattere operativo dell’Archivio Mario Giacomelli – Sassoferrato è quello di offrire filologicamente un quadro della produzione di Giacomelli inserito nel contesto in cui l’artista ha operato, per dare una visione a tutto tondo di questo grande artista, famoso in tutto il mondo, ma di cui paradossalmente rimangono ancora sconosciuti molti importanti aspetti. Il nostro scopo infatti è di mostrare un Giacomelli a tutto tondo, la sua personalità, il suo metodo di lavoro, il suo contesto, presentando anche fotografie e serie fotografiche e documenti inediti.
Giacomelli scattava foto e lavorava alla stampa ogni momento libero che aveva a disposizione, e questo dagli esordi degli anni ’50 fino all’anno della sua morte (2000), considerando l’arte il suo modo per vivere; perciò, per una produzione così vasta e complessa, solo a oggi è stato possibile ordinare tale materiale in modo filologico e presentarlo al meglio al pubblico.

Grazie alla decodificazione del metodo di lavoro dell’artista, si è potuti arrivare alla messa in evidenza di una struttura che regge l’intera produzione, un sistema talmente coerente, da rendere lo stile giacomelliano inconfondibile. Esiste un codice ben preciso, analizzato nel testo di Katiuscia Biondi in Mario Giacomelli. Sotto la pelle del reale (ed. 24 Ore Cultura, 2011), che fa della fotografia di Giacomelli un continuum, in cui ogni elemento, ogni fotografia, ogni gesto dell’artista stesso, partecipa ad un significato ultimo, totale, originario.

Nel presente sito offriamo una piccola selezione delle migliaia di documenti conservati, che possa contribuire a dare l’idea del contesto culturale in cui Giacomelli operava.