Felicità raggiunta, si cammina (1986/88)

Serie iniziata nell’anno in cui muore la madre dell’artista. Le fotografie sono ispirate alla poesia Felicità raggiunta di Eugenio Montale. Germano Celant ne parla in questi termini: “le sue immagini evocano il tempo del ricordo, in particolar modo l’infanzia, e di questa le paure, i sogni, la fragile spensieratezza. La poesia di Montale parla di una felicità appesa a un filo, che dunque può facilmente spezzarsi e un giorno o l’altro prenderà il volo, per lasciare al suo posto il disinganno. Giacomelli osserva che già la divisione in versi vuol esser ingannevole: “si cammina”, appartiene infatti alla seconda riga, che smentisce la prima: la felicità che inizialmente sembrava raggiunta, la felicità così difficile da mantenere, si tramuta in un camminare verso l’incertezza del domani”

(in Mario Giacomelli, Ed. Photology-Logos 2001).