La domenica prima (2000)

Fotografie scattate la domenica prima che Giacomelli fosse ricoverato in ospedale e in cui si palesa la percezione della fine. Interessante riscontrare anche qui la coerenza nello spirito di questo grande artista: chiude il suo percorso fotografico nello stesso luogo in cui tutto era iniziato: la spiaggia.
La vita è ciclica e tutto ritorna. E Giacomelli ha da sempre messo in scena l’eterno ritorno, la percezione di dover bloccare ciò che altrimenti, senza la fotografia, sarebbe caduto nel nulla e nella disgregazione. Fotografia come unico modo per sentirsi legato al Tutto, per “rientrare” nel grembo materno, per superare la Mancanza, per cancellare la distanza tra passato e presente, per esorcizzare la morte.
Ora, prima di morire, come agli esordi, si ritrova a fotografare la spiaggia dell’Adriatico (Marina di Montemarciano, qualche km a sud di Senigallia), e mentre nella sua prima foto appare quel che resta di una scarpa approdata dal mare, ora lo scenario è di un già passato, un già vissuto, nel momento in cui tutto si spegne, e le palme e le piante della spiaggia sono coperte da teli di nylon per affrontare l’inverno, e i bagnanti non ci sono più, e dove tutto è deserto. L’unico essere vivente che sembra apparire nelle foto è in realtà anch’esso inanimato: il cane finto che Giacomelli usava nell’ultimo periodo degli anni ’90 insieme agli uccelli finti e altri elementi inanimati, che fanno del soggetto fotografico un puro simbolo, in un percorso, quello di Giacomelli, di essenzializzazione del reale e di avvicinamento all’astrattismo.

La domenica prima è una serie rimasta inedita fino alla pubblicazione del libro Mario Giacomelli. Sotto la pelle del reale curato da Katiuscia Biondi (ed. 24 Ore Cultura, 2011).