Metamorfosi della terra (Paesaggi) (anni ’56/76)

Per anni Giacomelli tornava a fotografare gli stessi campi e stessi paesaggi limitrofi a Senigallia, segnando una mappa della trasformazione dello spazio, con il mutare delle coltivazioni e delle tecniche agricole.

“In alcuni miei paesaggi ci sono le stesse pieghe che si vedono se uno prende una lente d’ingrandimento e guarda una mano; questo lavoro dell’uomo è come ingrandito con una grande lente nella terra. In queste foto rimane la traccia dell’intervento – nelle poesie e nei racconti come nei paesaggi – che mi porta fuori dal quotidiano, dal contatto traumatico con l’esistenza. Cioè mi servo di qualcosa di reale che però, in un certo senso, è fuori dal quotidiano, perché sono più delle ricerche interiori”

(Mario Giacomelli, scritti anni ’90).